Torino, città che cambia

Le Olimpiadi invernali del 2006 sono state occasione e motore di profondo rinnovamento per la città.

Un rinnovamento che non si è fermato o limitato all'evento olimpico, ma che è proseguito ininterrotto, anche in preparazione dei prossimi festeggiamenti per il 150° dell'unità d'Italia.

La realizzazione della nuova metropolitana automatica, il passante ferroviario e la contestuale realizzazione della "spina" (la nuova arteria alberata) costituiscono soltanto l'aspetto più visibile del rinnovamento urbanistico della città.

L'interramento della strada ferrata ha consentito la riqualificazione di vaste porzioni di territorio cittadino, con la realizzazione di giardini, strade, aree residenziali e commerciali.

La spina, che taglia la città seguendo in parte il vecchio percorso della ferrovia, sta diventando il nuovo centro direzionale di Torino.

Lungo il suo percorso sorgono il Politecnico (da sempre una punta di eccellenza per la città), il nuovo palazzo della Provincia, la chiesa del Santo Volto, nuova sede della curia metropolitana, senza contare le aree culturali ed espositive, ospitate in vecchi insediamenti industriali ristrutturati e recuperati a nuova funzione.

Oltre a ciò, sull'area dove sorgevano le "ferriere" della Fiat e gli stabilimenti Michelin (vere città nella città) sono stati edificati interi quartieri, giardini, centri commerciali, biblioteche, strutture espositive, molte delle quali incentrate sull'ambiente e sulla sua tutela (come l'Environmental Park o il museo interattivo A come ambiente).

Il percorso della spina è arricchito da opere di arte pubblica, in base ad una precisa scelta dell'amministrazione comunale, che punta sulla cultura come motore di progresso e sviluppo.

L'idea dominante è quella di affrancare la città e la regione dalla dipendenza psicologica e socioculturale che per quasi un secolo le ha legate - nel bene e nel male - alla loro industria più importante, per riscoprire una vocazione internazionale fondata sulla cultura, sull'arte, sull'eccellenza delle università e delle strutture sanitarie, sull'offerta turistica e - perché no? - sull'attrattiva costituita da una produzione vinicola di prim'ordine e da una cucina fra le più nobili al mondo.

Nel corso della sua storia Torino ha dovuto affrontare molte crisi, a cui ha sempre reagito rinnovandosi e reinventando il proprio ruolo. La sfida attuale è rappresentata dalla crisi del modello industriale, già affrontata e vinta, in tempi recenti, da città come Manchester o Bilbao che - proprio come Torino - hanno investito le loro energie in cultura e qualità della vita.

Insomma, sarà perché dopotutto sono soltanto un vecchio torinese, ma vivere qui non è mai stato così stimolante.

In queste pagine percorreremo la città in un "tour fotografico" in grado di svelarne gli aspetti più interessanti.