Le mostre disponibili
Percorrere paradisi intessendo segni di luce
La montagna è un luogo della mente, prima ancora che un luogo fisico.
Da questo deriva il potere che essa esercita su di noi.
Presto o tardi chiunque viva in contatto con la montagna finisce per trovare ciò che davvero cerca, e che a volte non
sa di cercare: se stesso, Dio, a volte la morte.
Io sono un cercatore di bellezza.
Per questo la montagna è l’ambiente dove più facilmente la mia fotografia si esprime in modo compiuto.
Inoltre il contatto con la natura selvaggia, la solitudine, la paura che acuisce i sensi mi rendono più attento
e più capace di osservare. Libero dalle incrostazioni della civiltà devo fare i conti con le mie percezioni,
con il mio istinto di sopravvivenza, con la mia agilità, con le mie forze.
Lassù nessuno può decidere per me: io sono il solo arbitro delle mie azioni e su di me soltanto ricadono
le conseguenze di quello che faccio.
Ogni escursione è un viaggio all’interno di me stesso, un’occasione per conoscere e capire,
e il conoscere e il capire mi aiutano a tradurre in sali d’argento le mie emozioni e il mio rapporto con il mondo.
Questa è la vera avventura, un’avventura interiore che cambia e arricchisce.
Andare oltre, compiere ancora qualche passo per vedere che cosa c’è al di là, non è soltanto
un atteggiamento che deriva dalla mia innata e insaziabile curiosità, ma anche e soprattutto un modo per riunire
in un quadro unitario l’insieme delle esperienze, un metodo per completare, arricchire, migliorare la mia visione del mondo.
Trans_Plant: shaping wood
“Trans” come transformation, trasformazione grazie alla quale forme e superfici
sono strappate al loro contesto e trasformate in puro segno grafico, rigorosamente
in bianco e nero.
“Trans” come transplantation, trapianto di linee e toni dalla realtà percepibile alla sua
rappresentazione (ma è meglio dire trasfigurazione) bidimensionale.
Fotografare significa astrarre, selezionare parti del mondo fenomenico e farne segni
portatori di significato. Un significato che trascende la semplice denotazione per
diventare discorso sulla fotografia e sulle sue possibilità espressive.
“Plant” nel significato di pianta, vegetale, ma anche - gergalmente - tiro mancino, raggiro.
Nel linguaggio teatrale plant è l’attore che siede in platea fingendosi spettatore.
Inganno della fotografia, che crediamo rappresenti il reale mentre non fa che comunicare
l’inner world, il mondo interiore dell’artista, attraverso il quale la realtà esterna è filtrata
e trasfigurata.
La serie è parte di una ricerca condotta sulle forme vegetali, con
particolare attenzione alla struttura superficiale delle cortecce. Per la ripresa sono stati privilegiati
apparecchi di grande formato
a corpi mobili, gli unici in grado di garantire il pieno controllo di tutti i parametri dell’immagine
e - di conseguenza - una libertà creativa praticamente senza limiti.
L’uso di lastre piane sviluppate singolarmente assicura l’assoluta padronanza dei rapporti
tonali, grazie all’applicazione del sistema zonale.
Cinque chilometri e mezzo
Cinque chilometri e mezzo. Tanta è la distanza che separa Brusson, in Valle d'Ayas, dalla frazione
Fenilliaz, anzi, Hameau de Fenilliaz, come è scritto sulla targa di legno all'ingresso del piccolo villaggio.
Una strada asfaltata, larga quanto basta a trasportare fino agli impianti di Palasinaz le torme degli
sciatori della domenica, pochi dei quali si soffermano ad osservare l'ambiente che stanno attraversando.
Eppure in soli cinque chilometri e mezzo le occasioni fotografiche sono a dir poco innumerevoli.
La mostra - costituita da fotografie a colori di formato 20x30 centimetri - racconta questa strada
nel volgere delle stagioni, e le piccole grandi meraviglie che il viaggiatore non frettoloso
può avere il privilegio di ammirare.
A riprova che per fotografare non occorre andare lontano, ma basta fermarsi ogni tanto lungo la strada che conduce a casa.
L'allestimento
Le mostre sono a disposizione di Enti e Associazioni
che desiderino ospitarle.
Sono richiesti
almeno 50 metri lineari di superficie espositiva. Il locale destinato
all'esposizione dovrà essere equipaggiato con griglie e ganci, oppure con il
diffuso sistema a catenelle scorrevoli. L'illuminazione dovrà essere sufficiente a garantire
la corretta visione delle fotografie esposte e l'agevole lettura dei testi.
Alle mostre sono associate due presentazioni Power Point, che vengono fornite
su CD-rom e possono essere fatte girare in continuo su un PC sistemato
all'interno del locale espositivo. La prima di esse è una sequenza di immagini,
per la maggior parte non facenti parte della mostra (si configura quindi come
"completamento virtuale" della mostra stessa); la seconda è una divertente ma
completa introduzione alla fotografia della natura in grande formato. Il
corretto utilizzo di queste presentazioni richiede che il PC sia equipaggiato
con sistema operativo Windows 98 o successive versioni.
Il trasporto, l'allestimento e lo smontaggio della mostra sono a totale
carico dell'autore, che provvederà a fornire il personale necessario e seguirà
direttamente le diverse fasi del lavoro. Durante l'allestimento è comunque
gradita in loco la presenza di un responsabile della sede per il necessario
supporto informativo e logistico. La pulizia dei locali è da intendersi a totale
carico dell'Ente ospitante.
E' richiesto all'Ente ospitante di stipulare un'assicurazione in grado di
coprire eventuali danni al materiale esposto. L'assicurazione dovrà comprendere
il trasporto del materiale.
La sera dell'inaugurazione l'autore sarà a disposizione dell'Ente per una
conferenza sulla fotografia della natura e per rispondere alle domande dei
partecipanti, risolvendo dubbi e questioni, svelando segreti e trucchi del
mestiere. Durante lo svolgimento della mostra l'autore potrà - su richiesta dell'Ente ospitante - organizzare
un workshop sul campo nel territorio dell'Ente, a favore degli appassionati che intendano iscriversi.
Per informazioni e prenotazioni telefonare al numero 0114371674 oppure inviare una mail.
Le mostre di Michele Vacchiano