Camera: Kiev 60
Obiettivo: Zeiss Jena Biometar 120mm f/2,8
Filtro polarizzatore
Pellicola: Fuji Velvia 50
Eravamo partiti da Fenilliaz, Giorgio ed io, per visitare un'imperdibile mostra di pittura che si teneva presso la Fondazione Jean-Charles Gianadda, a Martigny (Svizzera).
Da Aosta a Martigny la strada non è poi così lunga, e se al tunnel del Gran San Bernardo si preferisce il Passo (accettando qualche chilometro e molte curve in più), è anche spettacolare.
Dopo la visita alla mostra decidemmo di prolungare il giro. Percorremmo il Vallese verso est e ci inoltrammo nella valle di Zermatt.
Raggiungemmo Täsch a notte inoltrata, ma non fu difficile trovare un'affittacamere: una deliziosa vecchina che senza capire una parola di altre lingue che non fossero il tedesco svizzero (e soprattutto senza avere timore di due maschi che viaggiavano da soli) ci ospitò per la notte a un prezzo davvero irrisorio.
Il mattino dopo, rinfrancati dallo yoghurt fatto in casa e dal müsli della signora Zurbriggen, prendemmo il trenino per Zermatt (dove, com'è noto, non possono circolare veicoli a motore).
Da Zermatt salimmo in funivia fino al Klein Matterhorn (Piccolo Cervino) e di qui potemmo ammirare da vicino il "nostro" Breithorn.
Erano tre anni che Giorgio ed io volevamo salire sul Breithorn, ma ogni volta le avverse condizioni atmosferiche ce lo avevano impedito.
Adesso potevamo vedere con chiarezza la via di salita e la pista lasciata dagli alpinisti.
Lo spettacolo non fece altro che intestardirci ancor di più nel nostro proposito.
Tornati a Fenilliaz, aspettammo con ansia che le condizioni meteo diventassero stabili (non lo sono quasi mai in agosto).
Il primo di settembre l'ufficio meteorologico svizzero annunciò due giorni di alta pressione e vento in quota: un'occasione imperdibile.
Il giorno dopo Giorgio affrontava e conquistava il suo primo Quattromila.